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Prima di partire per un lungo viaggio

Prima di partire per un lungo viaggio… citava la nota canzone di Irene Grandi qualch anno fa.

Ogni giorno leggiamo di connazionali che stanno facendo la valigia per lasciare il “bel paese” verso la terra catalana.

Qualcuno lo fa con entuasiasmo, e con tanti sogni..nella valigia, c’e’ poi chi invece lo fa’ con la tristezza di lasciare la propria patria, chi solo come esperienza per qualche mese.

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Idioma

Cualquier viajero que visite nuestra ciudad comprobará rápidamente que la Barcelona cosmopolita es una realidad plurilingüe. En este contexto, la lengua italiana ha ganado tantísimo terreno en los últimos diez años, convirtiéndose en uno de los idiomas más escuchados en las calles barcelonesas.

El viajero probablemente descubrirá, a su vez, una realidad lingüística local no siempre conocida previamente. Catalán y castellano conviven en la comunicación cotidiana de muchos barceloneses, siendo presentes ambas lenguas en cualquier situación o actividad social del día a día. Es por ello que el hablante bilingüe capaz de alternar ambas lenguas a lo largo de la jornada, en función del contexto o de su interlocutor, es uno de los perfiles más habituales entre el habitante autóctono.

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Sono stato licenziato a Barcellona: e adesso?

Mi chiamo Alessandra, vivo a Barcellona dal 2006, ho lavorato per otto anni nello stesso studio, e circa due anni fa il mio contratto è stato disdetto per decisioni aziendali. Partendo un po’ dalla situazione in cui mi sono trovata, il mio licenziamento era divenuto abbastanza previsibile, viste le difficoltà economiche che stava attraversando l’azienda, ed avevo avuto tempo di informarmi in precedenza, presso sindacati ed avvocati, sulle mosse da fare. Quando l’azienda mi chiamó per darmi la lettera di licenziamento, avevo già chiare un paio di cose:

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Cinque passi per gestire il tuo licenziamento senza stress

Essere licenziati è, secondo gli studi, tra le 8 maggiori cause di stress per le persone. Se aggiungiamo la lontananza da casa e magari un periodo previo di “burnout” e/o di mobbing aziendale, come è frequente di questi tempi qui in Spagna, la situazione di stress puó diventare insostenibile. Ti voglio raccontare i passi che ho seguito quando tutto questo è successo a me, due anni fa, nella speranza che ti possano essere d’aiuto.

Prenditi il tempo di respirare. Stai un po’ in silenzio, prendi con te un quaderno e una matita, e scegli un bel posto tranquillo per meditare (magari tra questi: articolo relazionato3). Osserva come ti senti. Che emozioni affiorano? Rabbia? Delusione? Amarezza? Paura dell’ignoto? Tristezza? Tutto quello che riesci a distinguere, scrivilo su un quaderno. Datti il permesso di piangere, se ti viene da farlo. Puoi starci male. Quando per esempio, ripensi a quanto tempo, e quanta energia, hai dedicato a far crescere il progetto di qualcun altro, per ritrovarti a piedi appena quest’altro decida che non gli servi più. È complicato smettere di considerare “casa tua” un posto in cui hai passato giornate intere, a volte notti insonni e weekend, da quando sei partito dall’Italia. Che cosa penserà la famiglia? Ora più che mai ti diranno di tornare, o ti potranno dire “ecco te l’avevo detto, te la sei cercata, il tuo progetto ha fallito”… o cose simili. Tutto ok, non capita solo a te. Scrivi tutto, ci torneremo dopo. Poi fai un bel respiro. Non è la fine del mondo. È ora di andare avanti.

Stabilisci una data in cui smettere di piangerti addosso. Ségnala sul calendario. Tra una settimana? Due settimane? Scegli tu. L’importante è definire un tempo “sicuro” nel quale potrai dare sfogo a tutte le tue emozioni rinchiuse. Fino a quel giorno, prenditi il tempo per piangere, lamentarti e arrabbiarti tutto il tempo che vuoi. Da quel giorno in poi, passa all’azione.

Fai bene i tuoi conti: Una parte del tempo che mi trovai a disposizione, decisi di investirlo nel riprendere il controllo delle mie finanze personali. Ed è stata una buona decisione. Quando avevo una buona paga a fine mese, non facevo molto caso a quel che spendevo. Con un fisso mensile da meno di mille euro, un appartamento in affitto e le bollette da pagare da sola, non resta quasi nulla per uscire a pranzo, a cena o al cinema. Le cene fuori tra amici si sono trasformate in ritrovi per il caffé o passeggiate con picnic. Sembra ovvio, ma in realtà è meno immediato di quel che sembra. Prenditi un giorno, carta e penna per pensarci su: quanto tempo di “autonomia” hai a disposizione? Quanti soldi? Quali sono le tue spese fisse indispensabili, e quali puoi decidere di tagliare? Quanta autonomia ti permettono i tuoi risparmi? Decidi qual è il livello di vita che vuoi mantenere, definisci il budget mensile necessario, e regolati di conseguenza. Puoi farlo da solo, o chiedere aiuto a un amico contabile o esperto di finanze.

Organizza il tuo tempo. Stare nel “paro” non significa stare “fermo”, anzi al contrario. Definisci quali sono le tue priorità, stabilisci un planning per le tue giornate di improvviso “vuoto” e organízzati a seconda dei giorni della settimana. In molti Centri Civici e a Barcelona Activa si organizzano corsi e laboratori a costo zero per i disoccupati. Puoi sceglierne uno o due da fare ogni settimana, attenzione a non esagerare, o ti prenderà la “cursitis”! A me è capitato per un certo periodo, di passare giornate intere a Barcelona Activa. In mezzo a un sacco di fuffa, ho trovato “imperdibili” i laboratori di Borja Vilaseca, Jorge Cuervo e Cris Bolívar.

Trova il tempo di socializzare, incontra gli amici e fai nuovi contatti. Attenzione alle persone che frequenti, tutte ti diranno la loro opinione e puoi ascoltarli tutti, ma senza farti confondere. Qui c’è qualche suggerimento sulle persone da “frequentare con cautela” (Articolo relazionato 2) e come trovarne di nuove.

Concentra le tue energie per gestire lo stress.

Fai una lista delle cose che ti causano stress e per ogni voce della lista fatti questa domanda: “Cosa posso farci io, qui e adesso?” Se la risposta è “Nulla”, allora passa alla seguente.

La cosa più importante da tenere in mente è questa: quella che ti è capitata adesso è un’occasione unica per fare chiarezza su ciò che vuoi nella tua vita. È il momento di scegliere: realizzare quel progetto che hai in mente da un po’, cambiare casa, imparare un nuovo mestiere e reinventarti professionalmente, lavorare per essere finanziariamente indipendente. La scelta è ampia. Non sarà facile, perché molte persone a te vicine non lo capiranno subito, e ti diranno in modo più o meno velato di trovarti un lavoro “normale”. Puoi dare loro ragione e cercare di tornare al “business as usual” al più presto possibile. O no. Puoi scegliere di dedicarti a ciò che veramente ti motiva, ti appassiona, e di cui il mondo ha bisogno: il tuo Ikigai. A me è costato due anni di tempo, un sacco di soldi e tanto studio, ma alla fine l’ho trovato: accompagnare le persone a trovare il loro, nel modo piú rapido, sostenibile ed economico possibile.

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5 tipi di persone da evitare quando sei nel “paro”

Quando ti trovi disoccupato, o nel “paro”, all’improvviso hai davanti a te un sacco di tempo libero. Non passarlo tutto da solo. Mantieni i contatti. Creane di nuovi. Qualunque cosa tu scelga di fare a livello lavorativo, sia aprire un’attività per conto tuo o cercare un altro lavoro, è importante ridurre al minimo gli incontri con questi tipi di persone.

  1. La “Llorona” : quella persona che ti compiange e ti compatisce all’infinito, si mette a lamentarsi insieme a te su quanto ti ha trattato male l’azienda, sul pessimo sistema di assistenza e tutela del lavoratore, su come sarà difficile trovare un altro lavoro…ecc. Lamentarsi un po’ va bene, poi peró passiamo oltre, vuoi?
  2. Il “Giudice”: quello che cerca e analizza tutti i motivi per cui ti sei trovato senza lavoro, facendoti sentire come se fosse tutta colpa tua, e che potevi anche evitare questa o quell’altra cosa che hai fatto per meritarti una tale “disgrazia”. Evita lui o lei piuttosto, ne guadagnerai in salute. Va bene sentirsi responsabili in parte dell’accaduto, ma colpevolizzarsi non ha alcun senso.
  3. Il “Fifone”: quello che adesso che sei disoccupato ti vede già vivere sotto un ponte e chiedere l’elemosina davanti al Carrefour della Rambla. Quello che ha paura di tutto, che si stressa perché non hai uno stipendio sicuro, perché dovrai cambiare casa, o il tuo fidanzato potrebbe lasciarti, o nessun’altra azienda potrà mai più assumerti perché c’è la crisi…etc. Se vuoi, prenditi un caffé (decaffeinato!) con lui e fate una lista insieme di tutti i pericoli che ti possono minacciare a breve e lungo termine. Sono tutti reali?
  4. Il “Sabelotodo” (in Italiano, “sotuttoio”).Quello che ha la soluzione preconfezionata apposta per te. Lo riconosci per come inizia la maggior parte delle frasi: “Io dico che devi…” o semplicemente “Devi…”. Sembra che abbia in tasca la ricetta del successo, e te la vende con un gran sorrisone. Poi sparisce nel nulla quando inizi a fare quello che diceva lui, o peggio, se non lo fai e ti va male ricompare e scatta il “Vedi? Io te l’avevo detto!”. Non accettare consigli da chi non avrà poi da vedersela con i risultati.
  5. Il “Campeón”, (in Italiano “sborone” o “spaccone”) che non fa altro che parlarti dei suoi successi con amori, feste, lavoro, soldi, case ecc. Questa tipologia di “amici” ha il potere di iniziare tutte le frasi con “io…” e di vantarsi cosí tanto di quello che ha fatto o ottenuto nella vita, da far sentire come un moco verde anche Bill Gates. Figurati se ti hanno appena licenziato.

Se con questa lista hai depennato la maggior parte dei tuoi contatti, non preoccuparti. Puoi trovare nuove persone, disposte ad ascoltarti e ad offrirti il loro appoggio nel momento in cui ne hai bisogno. Dove trovarle? Qualche suggerimento:

  1. Meetup: iscriviti a incontri relazionati con temi che ti interessano o ti appassionano: cinema, musica, libri, escursioni, meditazione, …ce n’è per tutti i gusti.
  2. Barcelona Activa e Barcelona Empresa: iscriviti alle attività gratuite e ai networking che organizzano con frequenza.
  3. Couchsurfing: molti degli eventi ed escursioni che si organizzano a Barcellona e dintorni sono ottime occasioni per conoscere persone nuove, e spesso per praticare lingue straniere, il che non guasta mai.
  4. Centri Civici: Organizzano corsi di vario tipo, incontri di coaching di gruppo e networking nel tuo quartiere, a prezzi molto democratici.

Ed ecco il tipo di persone da non evitare, anzi da cercare e frequentare il piú possibile: persone presenti, centrate, disposte ad ascoltarti, non impaurite da un tuo improvviso pianto, capaci di farti riflettere facendoti delle domande profonde e attinenti al tema che ti preoccupa adesso. Capaci di stare dalla tua parte, qualunque sia la decisione che tu prenda, che ti aiutino a scegliere per conto tuo, che ti chiedano quali siano le tue priorità e ti aiutino a tenerle presenti quando ti trovi in confusione, e che sappiano celebrare con te i momenti in cui stai avanzando. In una parola, quelle persone che si possono definire come amici-coach. Se non conosci nessun amico cosí, puoi consultare un coach professionista.

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5 Luoghi segreti di pace e natura nel cuore di Barcellona

Vivo a Barcellona da quasi dieci anni, e questa città non smette mai di sorprendermi. Basta fare quattro passi in centro o un po’ fuori dai percorsi turistici classici, svoltare in una stradina, e come per magia ti ritrovi in un angolo nascosto, silenzioso, ideale per leggere qualche pagina di romanzo, rilassarti un po’, o fare una chiaccherata con te stesso. Mi raccomando, parlando a bassa voce.

Jardins del Teatre Grec – Montjiuc

Incastonati accanto a quella che era la cava di pietre da cui i “bastaixos” trasportavano il materiale per Santa Maria del Mar, questi giardini di siepi e roseti offrono una passeggiata panoramica e sedute di legno ideali per una conversazione sottovoce, o un capitolo de “La Catedral del Mar” di Falconés.

Jardins de Vila Cecilia – Sarriá

Una villa di chissà quale famiglia signorile di secoli fa, trasformata ora in centro civico, è circondata da un parco con tanto di laghetto, ninfee e ranocchi. Un tentativo di modernizzazione della zona d’ingresso non riesce a guastarne l’atmosfera “vintage”. Ideale per una passeggiata di primavera, per chi non è allergico alle fioriture. O per una pagina de “La sombra del Viento” di Zafón.

Jardins Mossèn Costa i Llobera – Montjuic

In pieno quartiere multietnico, si conserva una delle piú antiche chiese della città, la romanica Sant Pau del Camp, detta cosí perché, come diceva sempre mia nonna, “una volta qui eran tutti campi” e la chiesetta sorgeva fuori dalle mura, un po’ come la basilica di San Paolo, a Roma. I giardini con palme che la circondano sono una piccola oasi di pace, in contrasto con le vicinanze, ma soprattutto il gioiello nascosto è il chiostro interno, a cui si puó accedere solo in orario di apertura dell’edificio. Atmosfera 100% divina. Libro consigliato: “I Dodici Abati di Challant”, della Mancinelli.

Jardinets de la Boqueria – Gotico

Questo è di gran lunga il mio preferito: nascosto dietro la reception di un hotel di lusso, un giardinetto municipale, indicato con un cartello verde sulla soglia, è una perla di pace in piena zona “guiri”, a due passi dalla Rambla. Sedersi a leggere sotto gli alberi di quest’ angolino di paradiso è un respiro di aria fresca, una ciliegina sulla torta, un regalo a sorpresa. Un buon libro, tipo “La ciudad sin tiempo” di Moriel, è d’obbligo.