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Cinque passi per gestire il tuo licenziamento senza stress

Essere licenziati è, secondo gli studi, tra le 8 maggiori cause di stress per le persone. Se aggiungiamo la lontananza da casa e magari un periodo previo di “burnout” e/o di mobbing aziendale, come è frequente di questi tempi qui in Spagna, la situazione di stress puó diventare insostenibile. Ti voglio raccontare i passi che ho seguito quando tutto questo è successo a me, due anni fa, nella speranza che ti possano essere d’aiuto.

Prenditi il tempo di respirare. Stai un po’ in silenzio, prendi con te un quaderno e una matita, e scegli un bel posto tranquillo per meditare (magari tra questi: articolo relazionato3). Osserva come ti senti. Che emozioni affiorano? Rabbia? Delusione? Amarezza? Paura dell’ignoto? Tristezza? Tutto quello che riesci a distinguere, scrivilo su un quaderno. Datti il permesso di piangere, se ti viene da farlo. Puoi starci male. Quando per esempio, ripensi a quanto tempo, e quanta energia, hai dedicato a far crescere il progetto di qualcun altro, per ritrovarti a piedi appena quest’altro decida che non gli servi più. È complicato smettere di considerare “casa tua” un posto in cui hai passato giornate intere, a volte notti insonni e weekend, da quando sei partito dall’Italia. Che cosa penserà la famiglia? Ora più che mai ti diranno di tornare, o ti potranno dire “ecco te l’avevo detto, te la sei cercata, il tuo progetto ha fallito”… o cose simili. Tutto ok, non capita solo a te. Scrivi tutto, ci torneremo dopo. Poi fai un bel respiro. Non è la fine del mondo. È ora di andare avanti.

Stabilisci una data in cui smettere di piangerti addosso. Ségnala sul calendario. Tra una settimana? Due settimane? Scegli tu. L’importante è definire un tempo “sicuro” nel quale potrai dare sfogo a tutte le tue emozioni rinchiuse. Fino a quel giorno, prenditi il tempo per piangere, lamentarti e arrabbiarti tutto il tempo che vuoi. Da quel giorno in poi, passa all’azione.

Fai bene i tuoi conti: Una parte del tempo che mi trovai a disposizione, decisi di investirlo nel riprendere il controllo delle mie finanze personali. Ed è stata una buona decisione. Quando avevo una buona paga a fine mese, non facevo molto caso a quel che spendevo. Con un fisso mensile da meno di mille euro, un appartamento in affitto e le bollette da pagare da sola, non resta quasi nulla per uscire a pranzo, a cena o al cinema. Le cene fuori tra amici si sono trasformate in ritrovi per il caffé o passeggiate con picnic. Sembra ovvio, ma in realtà è meno immediato di quel che sembra. Prenditi un giorno, carta e penna per pensarci su: quanto tempo di “autonomia” hai a disposizione? Quanti soldi? Quali sono le tue spese fisse indispensabili, e quali puoi decidere di tagliare? Quanta autonomia ti permettono i tuoi risparmi? Decidi qual è il livello di vita che vuoi mantenere, definisci il budget mensile necessario, e regolati di conseguenza. Puoi farlo da solo, o chiedere aiuto a un amico contabile o esperto di finanze.

Organizza il tuo tempo. Stare nel “paro” non significa stare “fermo”, anzi al contrario. Definisci quali sono le tue priorità, stabilisci un planning per le tue giornate di improvviso “vuoto” e organízzati a seconda dei giorni della settimana. In molti Centri Civici e a Barcelona Activa si organizzano corsi e laboratori a costo zero per i disoccupati. Puoi sceglierne uno o due da fare ogni settimana, attenzione a non esagerare, o ti prenderà la “cursitis”! A me è capitato per un certo periodo, di passare giornate intere a Barcelona Activa. In mezzo a un sacco di fuffa, ho trovato “imperdibili” i laboratori di Borja Vilaseca, Jorge Cuervo e Cris Bolívar.

Trova il tempo di socializzare, incontra gli amici e fai nuovi contatti. Attenzione alle persone che frequenti, tutte ti diranno la loro opinione e puoi ascoltarli tutti, ma senza farti confondere. Qui c’è qualche suggerimento sulle persone da “frequentare con cautela” (Articolo relazionato 2) e come trovarne di nuove.

Concentra le tue energie per gestire lo stress.

Fai una lista delle cose che ti causano stress e per ogni voce della lista fatti questa domanda: “Cosa posso farci io, qui e adesso?” Se la risposta è “Nulla”, allora passa alla seguente.

La cosa più importante da tenere in mente è questa: quella che ti è capitata adesso è un’occasione unica per fare chiarezza su ciò che vuoi nella tua vita. È il momento di scegliere: realizzare quel progetto che hai in mente da un po’, cambiare casa, imparare un nuovo mestiere e reinventarti professionalmente, lavorare per essere finanziariamente indipendente. La scelta è ampia. Non sarà facile, perché molte persone a te vicine non lo capiranno subito, e ti diranno in modo più o meno velato di trovarti un lavoro “normale”. Puoi dare loro ragione e cercare di tornare al “business as usual” al più presto possibile. O no. Puoi scegliere di dedicarti a ciò che veramente ti motiva, ti appassiona, e di cui il mondo ha bisogno: il tuo Ikigai. A me è costato due anni di tempo, un sacco di soldi e tanto studio, ma alla fine l’ho trovato: accompagnare le persone a trovare il loro, nel modo piú rapido, sostenibile ed economico possibile.

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