Come Aprire un attivita’ commerciale a Barcellona

Il sogno di tanti giovani e non è quello di aprire un’attivita commerciale qui a Barcellona.

Soprattutto in questo periodo di crisi e di mancanza di possibilità nel mondo del lavoro.

Per “attività” si intende la fornitura di servizi o la vendita di prodotti che permetta di produrre un reddito per il soggetto che la svolge (persona fisica o società).

Questo è un passo di grande stimolo lavorativo e responsabilità che purtroppo non sempre e non per tutti purtroppo risulta essere risolutivo o la miglior scelta della vita.

Fondamentale è avere un buon progetto e un’idea innovativa di negozio per aumentare le possibilità di successo ma soprattutto ci vuole massima implicazione dei soci per far si che si riducano le possibilità di fracasso.

Una delle cause principali del fallimento è proprio quella della mancanza di complicità tra 2 o piu soci e di una mala gestione dell’attività.

Ci sono varie possibilità da valutare per mettersi in proprio come quella di aprire in Franchising, rilevare un’attività già esistente o montare un negozio totalmente nuovo.

Esistono Enti a disposizione del cittadino dove potersi informare e ricevere corsi mirati a seconda delle proprie esigenze nonchè assistenza costante soprattutto nelle fasi iniziali del progetto e successivamente una volta avviato il negozio.

Una fra tutte è BARCELONA ACTIVA che di sicuro aiuta a inquadrare a 360º tuuta la parte di creazione/sviluppo e gestione di un’attività per far si che i margini di errore di una mala gestione si riducano al minimo:

www.barcelonactiva.cat

I primi passi da seguire per aprire un’attività, una volta decisa la forma giuridica con la quale operare (Autonomo, Scp, Sl, etc.) sono i seguenti:

1) Richiedere il CIF o NIF ( Código de identificación fiscal )

Il CIF o NIF si richiede all’ uffico di Hacienda che ci corrisponde allegando la seguente documentazione:

  • Originale e fotocopia dello Statuto timbrato per il registro corrispondente
  • Originale e fotocopia dell’atto di fondazione
  • Fotocopia documento di un socio che risulti tra i soci fondatori per la richiesta del “Impreso de Declaración Censal” (Modelo 036)

2) Quantificazione dell’investimento e determinazione del punto di pareggio

A) Gestione delle pratiche amministrative e fiscali per l’avvio di un impresa.
B) Scelta del locale, individuazione della posizione e determinazione della superficie necessaria.
C) Quantificazione del personale necessario.
D) Gestione delle forniture e del magazzino merci.

A) Una volta accertata la validità dell’idea il primo passo da compiere è la quantificazione della spesa iniziale, il cosiddetto investimento per l’avvio dell’impresa (Plan de negocio).
Sarebbe troppo semplice risolvere questo punto dicendo che il capitale necessario dipende dal tipo di attività, quindi stando ai dati statistici mediamente la spesa iniziale si aggira intorno ai 25.000€. Questo dato tiene conto di una serie di costi che possono essere riassunti in ordine di valore nei macrocampi di spesa:

  • preparazione locale,
  • fornitura merce,
  • pratiche amministrazione,
  • pubblicità.

La determinazione del punto di pareggio avviene ipotizzando gli utili futuri, frutto della sottrazione dai ricavi sperati e dei costi che si stima sostenere. Quando questo guadagno uguaglierà l’investimento iniziale si raggiungerà il pareggio tra quanto incassato e le spese sino a quel momento sostenute.
Dopo questo istante l’attività genererà reddito per il titolare. Va perciò determinato il tempo necessario affinché ciò avvenga, compiendo stime sul tempo in cui la differenza tra i ricavi e costi futuri potrà coprire la spesa di avvio attività.

La scelta dell’assetto proprietario può essere individuale o sociale – il referente per l’inoltro agli uffici di competenza di queste pratiche è sicuramente la figura del commercialista o associazioni come Caf, ecc.
Se l’attività è gestita singolarmente la forma giuridica potrà essere quella della ditta individuale. Se il negozio invece è gestito in partecipazione si opterà per un assetto sociale, sicuramente più costoso dal punto di vista amministrativo ma in grado di tutelare in egual modo tutti le parti.
Successivamente alla scelta della forma giuridica con la quale operare bisogna quindi darsi di “Alta” alla Seguridad Social con conseguente iscrizione al registro imprese della camera di commercio

www.seg-social.es

www.registromercantilbcn.es

B) Nella corretta localizzazione di un’attività occorre valutare elementi attivi quali:

  • la clientela di riferimento
  • la visibilità della vetrina
  • la facilità di trasporto dei prodotti acquistati
    ed elementi passivi:
  • il costo d’affitto o acquisto del locale
  • la presenza di esercizi concorrenti
  • l’immagine che quella zona ha o l’opinione che i cittadini hanno di quel quartiere

Per uno stabile di 50 mq l’affitto del locale potrebbe aggirarsi attorno alle 800€ al mese. Potrebbero venire chieste tre mensilità anticipate e in alcuni casi anche una fidejussione bancaria.

Questa parte, dipende dalla tipologia di negozio, ma le dimensioni medie sono di circa 50 mq. L’ubicazione può variare, dai centri storici o vie principali per i negozio d’abbigliamento, oppure in strade secondare o periferie, per negozi di telefonia. Ovviamente più ci avviciniamo al centro storico più i canoni d’affitto saliranno.

C) Per la selezione del personale è importante l’analisi del curriculum e la presenza se possibile di esperienza pregressa nello stesso settore. Si consideri che per ogni lavoratore in regola con contratto full time il costo dell’azienda va dal 40% al 50% in piu rispetto allo stipendio netto in concetto di tasse e seguridad social. Questo calcolo varia a seconda del quadro di assunzione e della categoria di riferimento ma mediamente sono queste le spese. Per avere sgravi fiscali piu vantaggiosi sarebbe importante che il lavoratore prima dell’assunzione sia regolarmente registrato all’ufficio di collocamento (SEPE INEM)

Cita previa INEM

www.sepe.es

D) La merce rappresenta senza dubbio una delle parti più costose, soprattutto in fase di start up. Sarà sempre difficile capire quanta merce comprare e spesso vi ritroverete con i magazzini pieni di merce invenduta. Fare sempre attenzione a non immobilizzare il capitale con un magazzino troppo pieno senza conoscere ancora la salita dei singoli prodotti, rischiamo che per avere un miglior prezzo sul prodotto questo si compri in grandi quantità andando cosi a occupare spazio in magazzino e in caso di una non vendita nei volumi immaginati si avrebbe una situazione di stallo e di perdita di capitale che diversamente poteva essere investito per ampliare la gamma dei prodotti e capire meglio le reali esigenze della clientela.

Per evitare tale rischio, esistono formule come la merce in conto vendita, che contemplano la possibilità di restituire l’invenduto dando così la sicurezza di non trovarsi mai magazzini pieni di stock da buttare.

Questa formula è tipica dei negozi aperti in Franquicia, i quali, oltre alla merce, vi metterà a disposizione l’arredamento, vi troverà la location, svolgerà per voi la parte burocratica e vi garantirà un manuale operativo ed un Know How già testati sul mercato. Molto importante è iniziare da subito con una corretta gestione del back office, tenere sempre ordinate e a portata di mano tutte le documentazioni in cartelle apposite, le fatture di compra e di vendita per un corretto calcolo delle imposte da pagare a fine trimestre ( se ci perdiamo una fattura di acquisto di € 2.000 per esempio, l’iva di questa fattura non potremmo poi portarla in detrazione nel calcolo delle tasse da pagare) e per evitare, in caso di controlli, multe per l’impossibilità di tracciabilità dei prodotti reclamati dall’ente di controllo in questione.

E se la crisi è quello che ci spaventa o ci frena potrebbero tornarci comode le parole dette da un signore di nome Einstein:

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931).

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