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Sono stato licenziato a Barcellona: e adesso?

Mi chiamo Alessandra, vivo a Barcellona dal 2006, ho lavorato per otto anni nello stesso studio, e circa due anni fa il mio contratto è stato disdetto per decisioni aziendali. Partendo un po’ dalla situazione in cui mi sono trovata, il mio licenziamento era divenuto abbastanza previsibile, viste le difficoltà economiche che stava attraversando l’azienda, ed avevo avuto tempo di informarmi in precedenza, presso sindacati ed avvocati, sulle mosse da fare. Quando l’azienda mi chiamó per darmi la lettera di licenziamento, avevo già chiare un paio di cose:

  • Firma tutto, ma con riserva. Nel momento in cui ricevi la lettera di licenziamento, sia in persona o via burofax (o raccomandata) , scrivi su tutto ciò che ti chiedono di firmare un bel “recibido no conforme” in stampatello prima della tua firma. Questo è un punto molto importante, soprattutto nel caso in cui tu voglia fare ricorso per ottenere un migliore indennizzo, cioè “demandar”. E attenzione: non accettare per nessun motivo qualsiasi quantità di denaro in contanti (altrimenti il “no conforme” va a farsi benedire).

    Controlla bene che le quantità di denaro indicate sui documenti che ti consegnano siano quelle che hai ricevuto sul tuo conto (finiquito e indemnización). Se non ti è chiaro qualcosa, parlane subito con un avvocato specializzato in derecho laboral.

  • Richiedi all’azienda una copia di ogni documento che firmi, soprattutto la lettera di licenziamento e il “certificado de empresa che attesta i tuoi mesi o anni lavorati presso di loro: ti servirà tutto questo per richiedere la “prestación”, cioé il sussidio economico di disoccupazione. Questo foglio non costa nulla all’azienda, ed è obbligatorio in caso di scissione del contratto di lavoro da parte loro.
  • Muoviti rapidamente: i tempi per reclamare il sussidio di disoccupazione o “paro” ed eventuali ricorsi sono di circa 10-15 giorni. La prima cosa da fare, soprattutto se hai intenzione di fare ricorso, è contattare con un consulente, un avvocato o con il rappresentante sindacale della tua azienda (nelle aziende di piú di 40 dipendenti è molto frequente). Se sei a Barcellona, puoi andare di persona a UGT o CCOO, che sono i due sindacati più conosciuti, e richiedere una consulta gratuita, o informarti via web o per telefono.

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    Edificio CCOO in Via Laietana

  • Richiedi subito il tuo appuntamento presenziale al Sepe, per iscriverti alle liste di disoccupazione e richiedere la prestazione alla quale hai diritto, se hai lavorato più di 360 giorni consecutivi. Equivale a circa 1 mese di una percentuale del tuo stipendio, per ogni 3 mesi in cui hai lavorato in modo continuativo, fino a un massimo di 2 anni se hai lavorato 6 o più anni nello stesso posto o in posti diversi, ma senza mai avere sussidio. Quando vai, è necessario presentare NIE, un documento con foto, il “certificado de empresa”, e la documentazione di eventuali familiari a carico ( ulteriori informazioni ). Se hai lavorato meno di 360 giorni, puoi comunque richiedere appuntamento per informarti su altri tipi di “ayudas” o sussidi per disoccupati.

    Richiesta appuntamento: via internet o per telefono (Attenzione: non usare per nessun motivo il 901119999 che c’è sul sito del Sepe. È un numero speciale che costa carissimo! Se sei a Barcellona e hai bisogno di informazioni telefoniche, usa il 936190998, o per fissare appuntamento presenziale chiama il 936190579).

Una volta che hai fatto tutta questa trafila burocratica, e hai scelto qualcuno di tua fiducia (avvocato, consulente, impiegato del sindacato… scegli tu) che si occupi di reclamare quello che consideri giusto, allora puoi farti la domanda del milione di euro: “ed ora, che cosa voglio fare?” Qui è dove inizia la vera ricerca, alla quale nel mio caso ho deciso di dedicare il massimo delle energie, dato che, per l’esperienza che mi era toccato vivere, mi ero promessa di non lavorare piú sotto padrone per un bel po’. Se senti che tutto questo ti produce stress, vai all’articolo relazionato 1.

Parola chiave: Ikigai. Dedica tempo a trovare il tuo proposito di vita, o Ikigai, come lo chiamano i Giapponesi, e mantieni l’attenzione focalizzata e dedica ad esso tutto ciò che fai, pensi, dici. Prendi le tue decisioni in base a questa priorità, qualunque essa sia, che ti fa sentire che sei qui per qualcosa. Se fai fatica ad identificarla, non sei il solo. A me è costato anni di formazione e studio, molto sforzo e tanti soldi. Adesso l’ho trovato: consiste nell’aiutare le persone a trovare e realizzare il loro Ikigai, nel modo più rapido, sostenibile ed economico. E oggi posso ringraziare l’azienda per avermi licenziata.
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